Dare Ascolto

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ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO

TITOLO DEL PROGETTO: Dare Ascolto



SETTORE e Area di Intervento:

SETTORE: A – ASSISTENZA AREA DI INTERVENTO: A 02 – Assistenza minori

OBIETTIVI DEL PROGETTO

A. Attivare, Promuovere e implementare il servizio di ascolto direttamente negli istituti scolastici statali di primo grado, orientamento, monitoraggio e presa in carico dei Minori a rischio in difficoltà nella città di Torre del Greco; B. Promuovere il lavoro di rete sociale come metodo per rafforzare ponti e reti di riferimento ai disagi minorili, come espressi dalle Linee Guida Regionali e anche per rispondere ai bisogni emergenti (immigrazione, solitudini, nuove povertà infanzia e minori a rischio); C. Promuovere nei giovani minori con età compresa tra i 3 e i 14 anni di età, i valori della solidarietà e della partecipazione attiva; D. Assistenza socio/educativa anche attraverso un supporto concreto a minori a rischio e con disabilità (aiuto al superamento delle barriere architettoniche) e con criticità o insufficienze didattiche. E. Offrire ai giovani volontari e quelli in servizio civile un’occasione di crescita umana e civile.



ATTIVITÁ D'IMPIEGO DEI VOLONTARI A. Accoglienza e ascolto. E’ la fase più importante, trattandosi del primo contatto con il minore a rischio in difficoltà ed eventualmente la propria famiglia con il servizio. Fondamentale in questa fase è il fatto che il minore non si senta “rifiutato”, né un “peso” o un “problema”, ma ritrovi la fiducia nei propri simili rappresentati da quegli operatori che si pongono in atteggiamento di ascolto, senza giudizio e senza pregiudizi, ma senza indulgere in atteggiamenti pietistici e poco rispettosi della dignità umana. attraverso uno o più colloqui, il minore si apre, esprime le sue domande, e, con l’aiuto dell’operatore, individua i bisogni, almeno quelli più immediati ed urgenti. In questa fase si promuoverà maggiormente il coinvolgimento di qualificati volontari dell’associazione esperiti in empatia e psicologia d’ascolto. B. Orientamento. Si esprime nella scelta degli interventi concretamente possibili, tenuto conto dello specifico bisogno di cui il Minore in difficoltà è portatore. C’è un primo livello di orientamento che coincide con l’informazione; in alcuni casi si tratta semplicemente di dare al Minore ed alla famiglia del Minore in situazioni di bisogno, ma anche ad operatori sociali, indicazioni utili, come ad esempio modalità di accesso ai servizi, indirizzi, etc. Questo lavoro non è affatto da “ufficio informazioni” in quanto presuppone sempre una relazione interpersonale: in primo luogo perché il bisogno reale di una persona può in alcuni casi consistere nell’essere indirizzata correttamente; in secondo luogo perché se è già un fatto importante avere un elenco aggiornato delle risorse presenti sul territorio (v. infra), l’orientamento è reso più significativo e “umano” dando il nome di una persona cui poter fare riferimento, certi della sua disponibilità. In altri casi l’orientamento è un po’ più complesso, fino a coincidere con la funzione di consulenza e di aiuto diretto vero e proprio al Minore a rischio, il tutto sempre affiancati da specialisti volontari dell’Associazione. C. Presa in carico. A volte la situazione è tale che l’orientamento da solo non basta a soddisfare il bisogno espresso. Significa innanzitutto offrire una risposta immediata e plausibile alle situazioni di emergenza, attraverso un supporto concreto a minori a rischio e con disabilità e con criticità o insufficienze didattiche o di superamento delle barrire architettoniche, attivando tutte le risorse disponibili, anche la “rete di solidarietà” costituita attorno agli sportelli. Questa fase, grazie all’ausilio di personale competente di associazioni e di partner istituzionali consentirà di rafforzare nel minore a rischio un positivo rapporto-dialogo. La presa in carico consisterà soprattutto in tutti gli interventi funzionali per aumentare il livello di autonomia e di integrazione dei minori a rischio e disabili, anche mediante attività parascolastiche ed extrascolastiche, anche attraverso l’ assistenza materiale e la cura dell’igiene personale, l’ausilio in entrata ed uscita dalle aree esterne alle strutture scolastiche, l’accompagnamento per l’uso dei servizi igienici, supporto nel seguire le lezioni in classe e nel doposcuola anche domiciliare. D. Socializzazione e confronto Naturalmente tutte le attività su menzionate non prescindono da un processo di socializzazione e confronto tra i volontari in SCV e tra i questi ultimi e il territorio. Tale processo sarà agevolato dall’ente proponente e dal personale dell’associazione che ospita i ragazzi, organizzando momenti di confronto e socializzazione, con cadenza trimestrale, gestiti dal tutor di riferimento. Tutto ciò servirà anche a favorire lo scambio di esperienze, la crescita personale dei giovani coinvolti e la sensibilizzazione e l’informazione della comunità.


CRITERI DI SELEZIONE

Criteri del Dipartimento Decreto n. 173 dell’11 giugno 2009 del Capo dell’Ufficio nazionale per il servizio civile


CONDIZIONI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Numero di ore di servizio settimanali dei volontari: 30 Giorni di servizio a settimana dei volontari 5 Obbligo dei volontari durante il periodo di servizio è quello di partecipare al percorso formativo.


SEDI DI SVOLGIMENTO e POSTI DISPONIBILI: Torre del Greco - Corso Vittorio Emanuele, 80, 8 volontari Torre del Greco - Corso Umberto I n. 8 8 volontari Torre del Greco - Viale Lombardia n. 7 8 volontari Torre del Greco - Via Nazionale 235 4 volontari

Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 28 Numero posti senza vitto e alloggio: 28


FORMAZIONE SPECIFICA DEI VOLONTARI:

- Vecchie e nuove povertà emergenti sul territorio - Gli sportelli di ascolto: identità, funzioni e modalità operative - La rete “OSPO” tra gli sportelli di ascolto - La relazione di aiuto - Il colloquio: contenuto e metodologie - Le politiche sociali dell’ente locale ( - Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile - Disabilità e handicap, farsi carico di condizioni particolari - Istituzioni sanitarie, sociali, e soccorso d’urgenza - Il corpo umano: anatomia e fisiologia - Le malattie e il ruolo dell’operatore, salute e sicurezza dell’operatore - L’assistenza nei confronti di un portatore di Handicap - Igiene, salute, alimentazione e aiuto ai pasti - Riconoscere le variabili e i segni peculiari dell'atto di bullismo - identificare situazioni problematiche (delinquenza minorile, uso di sostanze stupefacenti, problemi familiari) e i ruoli dei diversi attori - Adottare strategie di negoziazione atte alla risoluzione dei conflitti - Acquisire le logiche, le tecniche e le strategie per applicare efficacemente i Programmi di Risoluzione dei Conflitti (CR) e di Mediazione (PM), Metodologie della mediazione familiare e della negoziazione